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RIENTRO DEI CERVELLI: DOPPIA CORSIA PER I BONUS FISCALI

07 Mar 16
AVF Staff
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Per stimolare il rientro dei talenti dall’estero sono state portate a due le norme in vigore in materia di benefici fiscali dedicati ai cosiddetti “controesodati”.

In aggiunta alla nota legge 238/10 (Controesodo) è stata approvata di recente una seconda norma, animata da propositi simili, ma con caratteristiche differenti.

L’articolo 16 del decreto legislativo per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese (n. 147 del 14 settembre 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.220 del 22 settembre che entrerà in vigore il 7 ottobre) garantisce un bonus fiscale pari al 30%, in termini di riduzione del reddito imponibile. Non sono previsti limiti di età, ma di livello di istruzione: occorre avere almeno una laurea alle spalle, e rivestire «una qualifica per la quale sia richiesta alta qualificazione o specializzazione». È stata prevista pure una soglia minima temporale: aver risieduto all’estero per almeno cinque anni, prima del ritorno nella Penisola. La norma viene definita “regime speciale per lavoratori rimpatriati”: si applica per un quinquennio.

La legge Controesodo, animata da una filosofia analoga, ma con declinazioni pratiche diverse, operativa nei fatti dal 2011, prevede invece una precisa soglia di età: la legge si applica ai soli nati dopo il primo gennaio 1969. Inoltre abbraccia una platea professionale più ampia,  menzionando tra i beneficiari i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi e gli imprenditori, mentre la norma approvata di recente parla solo di «redditi da lavoro dipendente».

La vera differenza tra le due normative risiede comunque nell’entità del bonus fiscale: la legge Controesodo calcola come reddito imponibile il solo 20% per le donne e il 30% per gli uomini. L’incentivo è quindi ribaltato e decisamente più alto, rispetto al 161-bis: 80% per le donne e 70% per gli uomini (contro il 30% della nuova norma).  Infine, i requisiti per accedere ai benefici fiscali della legge – in termini di residenza all’estero- sono meno stringenti: bastano due anni oltreconfine. Identici invece quelli formativi: occorre avere almeno una laurea nel proprio carnet di studi.

La norma appena approvata conviene attualmente solo in due casi: ai nati prima del 1969, esclusi invece da Controesodo (in termini di bonus fiscale, la legge 238 rimane più allettante). E conviene in termini di durata dei benefici: cinque anni di bonus, contro i tre di Controesodo. C’è un solo problema: la legge 238/10 ha una data di scadenza già scritta, il 31 dicembre 2017. Dopodiché  – senza ulteriori proroghe – resterà in vigore solo la nuova norma.

Il Sole 24Ore, settembre 2015