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PRESIDENTI E AD DONNA SOTTO IL 7% NELLE QUOTATE

09 Mar 16
AVF Staff
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Il panorama che emerge dai dati elaborati dal Centro studi del Sole 24 Ore su 316 società quotate a Piazza Affari mostra come la percentuale di donne nei C.d.A o con cariche ai vertici delle aziende sia attorno al 23,7%. Il dato sale a sfiorare il 27% se si considerano solo le società quotate sul listino principale, dal momento che le aziende quotate sul mercato Aim non hanno obblighi di legge riguardo alle quote di genere. Se si tiene conto di quante donne ricoprono un ruolo ai livelli apicali delle società le percentuali scendono ancora di più: solo il 6,5% dei presidenti è donna e il 6,8% è amministratore delegato.

Casi dove le donne rivestono la carica di presidente sono attualmente rappresentati da alcuni grandi gruppi partecipati dal Ministero del Tesoro quali Enel, Eni, Poste Italiane e Terna. A Piazza Affari il settore a maggiore concentrazione femminile e con ruoli esecutivi è sicuramente quello dei media e dell’editoria. I tre maggiori gruppi quotati in Borsa,  ovvero Gruppo Espresso, Rcs Media Group e Gruppo 24 Ore, sono guidati da amministratrici delegate; come pure lo sono  Mondo Tv e  Leone Film Group.  Donne che rivestono la carica di presidente sono invece presenti in Mondadori e Poligrafici Editoriale. Ma al di fuori delle eccezioni, le quotate italiane sono ancora rappresentate da uno stuolo di cravatte.

Dall’ultimo rapporto di Grant Thornton “Women in business” dal titolo “Turning promise into practise” emerge come a livello globale le manager sono tornate al 24% del totale, dal 22% del 2015. A fare la parte da leoni sono sempre i Paesi dell’Est Europa e l’Asia con punte del 35% nel primo caso e del 34% nel secondo. Fanalino di coda, fra le economie più sviluppate, è il Giappone con solo il 7%. Per l’Italia la percentuale femminile nel management è segnalata al 29%. Ma secondo una recente classifica Isco (che non si limita semplicemente ad un’analisi a campione) in Italia si viaggia attorno al 25,6%, uno dei dati più bassi in Europa.

Il Sole 24Ore, marzo 2016