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PENSIONI, BOERI: LA RIFORMA DELLA FLESSIBILITÀ IN USCITA VA FATTA SUBITO

15 Mar 16
AVF Staff
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Durante un recente convegno sulla previdenza il presidente dell’Inps Tito Boeri ha sottolineato come il blocco alle uscite dal lavoro, adottato nel 2011, abbia penalizzato le assunzioni dei giovani e come questo sia evidente da un’analisi comparata condotta tra aziende con lavoratori che hanno subito il blocco ed altre rimaste indenni.

Sull’ordine di grandezza dell’effetto blocco assunzioni, determinato dal mancato turn-over in azienda, Boeri segnala i risultati ottenuti da una precedente indagine relativa ad imprese con più di 15 dipendenti e attive senza interruzioni dal 2008 al 2014. Tale indagine dimostra che se la quota di lavoratori bloccati in azienda dalle nuove regole pensionistiche passa dallo  0 all’1% le assunzioni di lavoratori giovani nella stessa azienda scendono dal 16,7% al 14,5%. Se la quota di bloccati è del 5% il tasso di assunzioni scende del 6%, quindi passando da un estremo all’altro della distribuzione di lavoratori bloccati le assunzioni si ridurrebbero fino al 65%. L’effetto blocco da turn-over sulle assunzioni di giovani sarebbe più accentuato in una fase di prolungata debolezza del ciclo economico e minore, naturalmente, in fasi più favorevoli del ciclo, quando le dinamiche espansive garantiscono una maggior capacità di assorbimento di forza lavoro aggiuntiva.

Secondo lo stesso Boeri, dunque, una maggiore flessibilità dei requisiti di pensionamento andrebbe adottata subito in modo da sbloccare in parte la situazione e creare condizioni più favorevoli all’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani.

Il Sole 24Ore, marzo 2016

L’ANALISI