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PARTITE IVA E IMPRESE NEL 2016 LA RIFORMA IN 3 TAPPE: TUTTE LE NOVITÀ SU FISCO E TASSE

19 Mag 16
AVF Staff
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Due gli obiettivi riguardo alla riforma del fisco per partite IVA, lavoratori autonomi e imprese: da un lato attuare una semplificazione degli adempimenti allo scopo di facilitare la vita di circa cinque milioni di lavoratori; dall’altro rendere meno onerosa una tassazione che, su questa categoria, ha raggiunto livelli da incubo.

Una riforma questa suddivisa in tappe che si protrarrà per tutto il 2016. La prima fase dovrebbe essere avviata entro la fine di maggio quando nell’ambito della presentazione di un correttivo al decreto semplificazioni che attua la delega fiscale, l’Esecutivo dovrebbe varare le prime mosse. Qualche altra novità potrebbe essere poi inserita nel decreto legge “Finanza per la Crescita 2.0” che il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intende utilizzare per proporre delle misure che spingano medie e piccole imprese a trovare dei meccanismi di finanziamento alternativi alle banche. Infine, le misure più attese, arriveranno nell’ambito della Legge di Stabilità 2017.

Per quanto riguarda i cambiamenti di fine maggio le misure in arrivo non incideranno sul portafoglio di professionisti, autonomi e imprese, ma riguarderanno una serie di semplificazioni a “costo zero”. Lo scopo è quello di ridurre il numero di comunicazioni da trasmettere al Fisco, consentendo ai contribuenti di adempiere i propri obblighi attraverso internet. Un primo esempio è l’abolizione della comunicazione polivalente relativa alle operazioni rilevanti ai fini IVA che, nel corso degli anni, ha dimostrato tutte le sue lacune. Potrebbero poi essere aboliti gli obblighi di comunicare operazioni quali assegnazione di beni ai soci, finanziamento ai soci, operazioni black list o le dichiarazioni d’intento con il fine dichiarato  di spingere le Partite IVA a trasmettere i dati delle fatture. Come pure potrebbero essere eliminate tutte le comunicazioni superflue inerenti a dati che il Fisco possiede già, fra queste le comunicazioni sugli affitti. Nel caso in cui il contribuente possedesse delle case all’estero dovrà invece comunicare solo ed esclusivamente le informazioni riguardanti le variazioni.

Per quanto riguarda il digitale, tutte le notifiche degli atti catastali e degli atti dell’Agenzia delle Entrate, compresi gli accertamenti fiscali, verranno inviate tramite via telematica direttamente sulla posta elettronica certificata (PEC) del professionista o dell’impresa.

A fine maggio potrebbe inoltre essere varata una nuova regola che da automaticamente diritto al contribuente ad una proroga di 60 giorni dei termini di versamento e di dichiarazione nel caso in cui l’amministrazione finanziaria ritardi nell’emanare istruzioni, prospetti o provvedimenti attuativi.

Infine, tra le novità previste per il mese in corso potremmo veder tornare il modello F24 cartaceo per i soggetti che non possiedono partita IVA, un modello precompilato per i sostituti d’imposta, mentre ancora dubbia è la sorte del Modello 770.

Il pacchetto più corposo di provvedimenti arriverà però il prossimo dicembre, nell’ambito della presentazione della legge di Stabilità 2017, quando il Governo introdurrà le misure più attese insieme alle relative coperture.

Ad oggi, il cambiamento più importante sembra riguardare l’arrivo della flat tax, chiamata anche IRI (Imposta sul Reddito dell’Imprenditore), mediante la quale le imprese personali che lasciano gli utili in società potrebbero passare da una tassazione progressiva (IRPEF) ad una tassazione proporzionale (IRES). Nello stesso frangente potrebbe essere stabilita anche l’applicazione del criterio di cassa sulla base del quale verrà determinato il reddito prodotto dalle imprese personali  in contabilità semplificata. In altre parole, i soggetti appena citati, avranno la possibilità di pagare le tasse sul reddito guadagnato.

Le altre novità previste nell’ambito della Finanziaria 2017 riguardano, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore,  “la definizione dell’autonoma organizzazione per dare certezza a professionisti e micro imprese sulla non applicazione dell’Irap” e , soprattutto,  l’abolizione degli studi di settore per alcune categorie di contribuenti, professionisti in primis. Lo strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente verrà ridimensionato e trasformato da meccanismo di controllo a mezzo attraverso il quale favorire la compliance tra fisco e cittadini.

Altro cambiamento molto atteso riguarda, infine, l’aumento della quota di deducibilità dell’IMU dal reddito di impresa, oggi ferma al 20%.

 

INTERNATIONAL BUSINESS TIMES, maggio 2016