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NÉ INCUBATORE NÉ ACCELERATORE: IL MODELLO STARTUP STUDIO DI NANA BIANCA, SPIEGATO

21 Mag 16
AVF Staff
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Nana Bianca, nata nel 2012 grazie all’esperienza imprenditoriale di un nucleo di amici universitari che avevano fondato nel 1995 Dada (Design Architettura Digitale Analogico), una delle prime realtà nel mondo Internet a quotarsi in borsa all’inizio degli anni 2000, è uno startup studio che opera come co-founder per costruire forti ed indipendenti startups trasformando, mediante una continua mentorship strategica ed operativa, idee innovative in imprese di successo. Un modello sperimentale-empirico principalmente focalizzato sul team di persone e non solo sulle idee che vengono dalle stesse portate avanti.  Una sorta di laboratorio artigianale digitale dove si mixano le risorse umane, le idee ed i capitali e dove le idee vengono realizzate cercando capitali ma soprattutto costruendo il giusto team.

La ricetta perfetta per una startup di successo sta nel team (ci si deve circondare di persone di cui potersi fidare) e in un’ idea di business facile da comprendere, in modo da riuscire ad attirare capitali con facilità. Uno dei peccati originali delle startup risiede nel fatto che a volte idee complesse, anche se vincenti, non convincono gli investitori perché difficili da comunicare. “L’altro errore comune a molti startupper è l’idea di potercela fare con pochi soldi.

A conferma dell’importanza che Nana Bianca dà al fattore umano sta il fatto che tra i progetti a cui sta lavorando ve ne è uno molto fisico e molto importante: si vuole ingrandire lo spazio per creare un ecosistema. In altre parole quando le startup finiscono il loro processo di crescita, si vuole offrire loro uno spazio fisico in cui lavorare, in modo che le idee e le persone possano rimanere in Nana Bianca. Proprio questo ricco team andrà a creare la base di competenze per sviluppare un servizio di coaching che aiuti gli innovatori a scrivere il futuro e a fare business.

Ad oggi i progetti sviluppati da Nana Bianca sono 26. Tra le startup più innovative troviamo Viralize (piattaforma tecnologica per il video advertising), Instal (mobile ad network incentrato sul performance marketing), Depop (app mobile per comprare e vendere prodotti direttamente dal proprio smartphone), Listupp (piattaforma di aggregazione di prodotti di alta moda, rivolta alla community del fashion) e Gourmant (vendite flash sales dedicate alle eccellenze enogastronomiche italiane)”. Oltre all’eccellenza del team e alla solidità dell’idea, tutte e cinque le startup hanno in comune la rapida scalabilità del progetto (caratteristica fondamentale per creare una startup di successo). Il mobile e l’entertainment vengono segnalati dai fondatori di Nana Bianca come quei campi in cui si potrà sperimentare e investire di più nel futuro. I videogiochi, in particolare, saranno una frontiera sempre più proficua da esplorare, anche se sembra che pure in Italia si sia iniziato a puntare sull’ecommerce.

 

Startupitalia, maggio 2016