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LAVORO, CHI VINCE E CHI PERDE COL DIGITALE / L’ERA DELLA POLARIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI

26 Gen 16
AVF Staff
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Secondo il recente studio della Banca Mondiale “Digital Dividends”  il mercato del lavoro è sempre più polarizzato.

In particolare nei Paesi sviluppati l’occupazione tende a crescere sia per le posizioni ad alta specializzazione ed alta remunerazione (manager, professionisti, tecnici),  che  per alcune a bassa specializzazione e bassa remunerazione (per esempio le classiche badanti). Al contrario la classe medio bassa, costituita da quei lavori che seguono procedure facilmente codificabili (sia cognitive che manuali) e perciò facilmente sostituibili da macchine o software, oppure “disintermediabili” con le piattaforme digitali, tende al declino.

Con la quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da velocità, impatto trasversale a diversi settori e da innovazione di sistemi, la tecnologia sta infatti sempre più coinvolgendo campi un tempo di assoluto dominio degli umani.

In base allo studio della Banca Mondiale ci sono però due set di competenze in particolare che restano importanti per il mercato del lavoro nell’era del software insieme ad un’avanzata expertise: quelle relative all’ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e quelle cosiddette cognitive e socio emozionali (ovviamente non routinarie), che potrebbero essere ricondotte a pensiero critico, capacità di risolvere problemi complessi, creatività, abilità nel comunicare in modo empatico. I lavoratori che usano queste due competenze chiave secondo la ricerca sono pagati tra il 25% e il 40% più di quelli che fanno lavori tradizionali.

Il Sole 24Ore