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LA 4ª RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E IL FUTURO DEL LAVORO: ECCO CHE COSA SI È DETTO AL WORLD ECONOMIC FORUM

24 Gen 16
AVF Staff
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La quarta rivoluzione industriale, argomento principale del World Economic Forum (Wef) 2016, causerà nei prossimi anni notevoli cambiamenti non solo nell’economia ma anche nella società, con ripercussioni sia negative che positive sulla vita dei cittadini di tutto il mondo.

Secondo il rapporto “The Future of Jobs” pubblicato in occasione del summit di Davos, se a livello mondiale da una parte verranno persi sette milioni di posti di lavoro entro il 2020,  dall’altra l’evoluzione dei mercati e delle competenze necessarie ad affrontare tali cambiamenti creerà 2 milioni di nuovi posti di lavoro nei settori della robotica, nanotecnologie, stampa 3D, genetica e biotecnologie,  con un saldo netto negativo di 5 milioni. A livello europeo l’Italia ne uscirà meglio rispetto ad altri paesi, quali Francia e Germania, ovvero con un pareggio pari a 200 mila posti creati e altrettanti persi.

I cambiamenti che l’industria 4.0 porterà nei modelli di business e nel mercato del lavoro si ripercuoteranno anche nei  mutamenti degli ambiti professionali. In particolare si registreranno da una parte perdite di posti di lavoro nelle aree amministrative (4,8 milioni) e in quelle della produzione (1,6 milioni), dall’altra compensazioni benché parziali dei medesimi si manifesteranno nelle aree della finanza, del management, dell’informatica e dell’ingegneria.

Le competenze e le abilità richieste subiranno a loro volta delle trasformazioni: anche se il problem solving continuerà ad essere la soft skill più ricercata, pensiero critico e creatività vedranno accrescere la loro importanza. Investire nelle competenze piuttosto che assumere lavoratori a termine o telelavoratori sembrerebbe essere, inoltre, la propensione prevalente delle imprese al fine di gestire con successo queste dinamiche nel lungo periodo.

A parere del Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, il nostro Paese per poter  ridurre l’impatto negativo della quarta rivoluzione industriale dovrà cercare di sfruttare al meglio i benefici dello Smart Manufacturing, ovvero i benefici dell’innovazione digitale applicata ai processi industriali. Tutto questo lo si potrà ottenere con iniziative sistemiche volte ad investire nelle nuove tecnologie (come Internet of Things, Big Data, Cloud computing, sistemi di produzione automatizzati, dispositivi wearable e nuove interfacce uomo/macchina o stampa 3D) ed, allo stesso tempo, a permettere ai lavoratori di acquisire le competenze digitali per le mansioni del futuro.

EconomyUp , 22 gennaio 2016

Video di World Economic Forum Fourth Industrial Revolution