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I «NATIVI DIGITALI» SONO ANCORA LONTANI DAL SAPER FARE IMPRESA

15 Feb 16
AVF Staff
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Da una ricerca svolta tra novembre e gennaio scorsi, su oltre 2.200 studenti rappresentativi dell’intera popolazione studentesca universitaria italiana (1,6 milioni), e condotta da University2Business (una società del Gruppo Digital360 nata dall’esperienza di un gruppo di docenti universitari e professionisti del mondo digitale), emerge una fotografia delle capacità digitali e della sensibilità imprenditoriale degli studenti priva di evidenti grandi differenze tra le facoltà, fatta eccezione per gli informatici, più preparati per esempio sulle definizioni di “cloud” e “big data”.

L’analisi, che si è focalizzata su quattro aree: le conoscenze teoriche sull’innovazione digitale applicata al business, l’esperienza concreta nel mondo digitale, le competenze di sviluppo del software e l’approccio imprenditoriale (teorico e pragmatico), mette in evidenza che gli attuali studenti universitari, i primi nativi digitali, sono soliti smanettare sui computer e chattare sui social, ma se si parla di cosa significhi “cloud” in informatica, vanno in crisi: lo sanno solo il 12% di loro. Circa uno su cinque ha fatto qualcosa di progettuale su Internet, anche se nella maggior parte dei casi la professionalità applicata è molto bassa e i risultati sono minimi: il 13% degli studenti dichiara di avere un proprio blog o sito, ma solo uno su due aggiorna i contenuti almeno una volta alla settimana; Il 17% degli studenti ha un proprio canale YouTube; il 23% dichiara di gestire una pagina Facebook oltre a quella del proprio profilo personale; il 36% ha usato almeno una volta Internet per vendere qualcosa di proprio.

Termini come “fatturazione elettronica” o “big data” sono abbastanza oscuri a tre studenti su quattro; va meglio con “mobile advertising”; il 38% sa tradurre come messaggistica pubblicitaria su tablet o telefonini;

In definitiva solo una parte degli studenti ha capito bene l’importanza di saper utilizzare in modo proattivo e progettuale le tecnologie digitali e di avere una propensione imprenditoriale. Tra questi, non mancano studenti che stanno portando avanti concreti progetti digitali o vere e proprie start up. Il 10% degli studenti dichiara di saper sviluppare software, il 20% di stare imparando; di questi ultimi, quasi la metà lo fa autonomamente e non all’università. Economisti e informatici alzano la media, come pure i maschi rispetto alle femmine, ma il desiderio di “fare impresa” riguarda comunque oltre uno studente su tre. Il problema è passare dal dire al fare.

Il Sole 24Ore, febbraio 2016

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