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FINTECH: LE STARTUP SONO PRONTE, LE BANCHE ANCORA NO

03 Mar 16
AVF Staff
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Ad un recente convegno organizzato al fine di delineare il panorama del fintech ovvero del financial technology è emerso che la nostra esperienza col denaro sta cambiando, ma che agli istituti bancari serviranno anni per adeguarsi, in quanto per farlo dovranno abbandonare dipendenti, fornitori e interessi ai quali al momento non hanno intenzione di rinunciare.

Intanto stanno nascendo continuamente canali alternativi ai tradizionali istituti finanziari: pagamenti virtuali, valute virtuali, piattaforme di digital lending e social lending, servizi di crowdfunding e ovviamente servizi di consulenza finanziaria.

Nel solo 2015 in Italia le startup del fintech hanno ricevuto finanziamenti per circa 20 milioni di euro. A fare la parte del leone è stata MoneyFarm (una società di servizi finanziari online) che ha raccolto la cifra record di 16 milioni di euro dal fondo inglese Cabot Square Venture e da United Ventures.  Anche InstaPartners (una startup attiva nel settore del social lending online) ha recentemente chiuso un round da 8 milioni di euro con importanti investitori a supporto. Due società attive nel peertopeer lending, Prestiamoci e Borsa del Credito, hanno ottenuto rispettivamente 2 milioni ed 1 milione di finanziamenti. Ancora Jusp, startup nata al Polihub (incubatore del Politecnico di Milano) è stata inserita tra le migliori “payment startup” da CbInsights.

Attraverso una tavola rotonda i partecipanti hanno spiegato le modalità dell’evoluzione in corso in questo settore e come l’innovazione sta cambiando il mondo dei servizi finanziari. Il backend development di Satispay (una startup che sviluppa una rete di pagamento tramite smartphone) ha messo in evidenza, ad esempio, come grazie alla tecnologia è possibile mettere l’utente nelle condizioni di effettuare qualsiasi tipo di pagamento tramite smartphone senza l’utilizzo della carta di credito; una situazione che risulta conveniente anche per gli esercenti che così non sono costretti a stipulare contratti costosi con le banche; inoltre la digitalizzazione permette un Cash Flow molto veloce e consente di eliminare ogni vincolo fisico. Il Ceo di InstaPartners ha poi sottolineato come la tecnologia consente di dialogare con banche dati in maniera molto più rapida rispetto a qualche anno fa; inoltre la medesima permette  di effettuare analisi dati approfondite sui clienti e di garantire una predittività del rischio sempre maggiore, con vantaggi in termini di prodotto legati al cambiamento continuo delle interfacce.

EconomyUp, marzo 2016