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ECCO LE 10 PROFESSIONI IN CUI È ANCORA MEGLIO LAVORARE DA FREELANCE IN ITALIA

17 Mag 16
AVF Staff
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Face4Job, piattaforma specializzata nel creare match fra domanda e offerta di lavoro, ha stilato per StartupItalia una classifica dei lavori in cui la parola freelance è ancora un valore aggiunto. Mentre nel primo trimestre di quest’anno c’è stata una forte affermazione nel mondo del lavoro di esperti IT, ingegneri e call center si è registrato un crollo della domanda di consulenti e liberi professionisti tale da arrivare a chiedersi se oggi conviene ancora scegliere di appartenere alla categoria delle partite Iva e ritenute d’acconto.

Secondo la classifica stilata da Face4job al primo posto troviamo che fare il  fotografo da freelance è ancora una buona scelta. Anche i consulenti di contabilità e finanza continuano ad avere mercato, seguiti dai trainer , soprattutto nel settore turistico, dai responsabili della sicurezza  e dai consulenti organizzativi. Nessuna novità per traduttori o interpreti, che si piazzano al sesto posto di questa classifica. Sarte e modelle si classificano settime, seguite dai giornalisti e consulenti di marketing. Infine, al decimo posto troviamo i regulatory affairs manager, professionisti operanti nelle aziende farmaceutiche per regolarizzare tutta la serie di autorizzazioni necessarie nel processo produttivo.

Nel nostro paese queste professioni sono maggiormente richieste al  Nord,  con in testa Lombardia e Piemonte, seguite da Lazio ed Emilia Romagna. Fanalini di coda nella richiesta di freelance sono Marche, Calabria e Umbria.

Bisogna comunque distinguere fra freelance e liberi professionisti. I primi non appartengono ad alcun albo, non hanno una cassa previdenziale dedicata né una formazione universitaria specifica che li accumuni. Tuttavia nelle estrazioni di dati, liberi professionisti e freelance vengono messi in uno stesso calderone. l’ISTAT li chiama occupati indipendenti ovvero “coloro che svolgono la propria attività lavorativa senza vincoli formali di subordinazione. Sono compresi: imprenditori; liberi professionisti, lavoratori autonomi, coadiuvanti nell’azienda di un familiare (se prestano lavoro nell’impresa senza il corrispettivo di una retribuzione contrattuale come dipendenti), soci di cooperativa, collaboratori (con e senza progetto) e prestatori d’opera occasionali”. Ciò che accomuna i liberi professionisti ed i freelance è il fisco. Il lato positivo di lavorare come freelance sta nel poterlo fare ovunque, il tuo capo sei tu e puoi avere tutti i clienti che vuoi, ma ognuno pensa per sé. Di contro tuttavia vi è l’impossibilità di fare un progetto di vita che comprenda un mutuo.

 

StartupItalia, maggio 2016