Blog Detail

DIGITAL GENDER GAP: VALORIZZARE IL TALENTO FEMMINILE NEL SETTORE IT

20 Apr 16
AVF Staff
No Comments

La ricerca “Digital gender gap: valorizzare il talento femminile nel settore tecnologico”, condotta da NetConsulting cube per CA Technologies e Fondazione Sodalitas,  fotografa la situazione italiana delle donne impegnate in campo tecnologico, all’interno di un campione di 60 aziende coinvolte online, e gli orientamenti degli studenti delle scuole superiori in tema di future scelte formative e professionali.

I risultati dell’indagine mettono in evidenza che Il divario di genere è ancora molto elevato anche se in progressiva riduzione. Per quanto riguarda il tema dei livelli salariali secondo il 70% degli intervistati la Retribuzione Annua Lorda delle donne specializzate nell’IT è in linea con quella dei colleghi dell’altro sesso, a parità di ruolo e anzianità. Solo il 16,7% ha dichiarato salari inferiori del 10% per le donne a livello quadro, mentre il 12,5% ha evidenziato una disparità del 10% per le donne dirigenti.

Nel 70% delle aziende intervistate la quota di donne che attualmente ricopre ruoli tecnico-scientifici è inferiore al 25% del totale degli addetti impiegati in questi ambiti, una percentuale che scende al 10% nel 68% delle stesse realtà quando vengono considerati i livelli manageriali/dirigenziali.

Secondo l’Amministratore Delegato di CA Technologies Italia entro il 2020 nell’Unione Europea si registrerà un deficit di 825.000 risorse con competenze tecnologiche; un problema che può rivelarsi una grande opportunità per i giovani che si apprestano a scegliere un indirizzo di studi che lasci intravedere buone prospettive occupazionali.

I risultati dell’indagine mettono in luce che le donne hanno attitudini molto spiccate in termini di soft skill. I Responsabili delle Risorse Umane sottolineano, in particolare, che rispetto ai colleghi maschi le donne risultano più inclini al problem solving (75%), al multitasking (62,5%), alla gestione dei rapporti interpersonali e al team working (45,8%). Inoltre le stesse sembrano avere anche maggiore creatività e propensione all’innovazione (41,7%). Le disparità numeriche tra uomini e donne in ambiti STEM sembrerebbero derivare dall’attuale difficoltà nel reperire risorse di sesso femminile con competenze in discipline tecnico-scientifiche soprattutto a causa delle resistenze culturali interne all’organizzazione (45,8%), ma anche della mancanza sul mercato di laureate nelle discipline tecnico-scientifiche (29,2%) e dello scarso interesse da parte delle donne verso le professioni legate a tematiche di InformationTechnology (29,2%).

Al fine di colmare questo gap e attrarre un numero più elevato di risorse femminili una buona parte dei direttori del personale è impegnato nello sviluppo di pari opportunità di carriera rispetto agli uomini (47,8%), nella maggiore disponibilità di soluzioni lavorative part-time e flessibili, anche di smart working (43,4%), nonché nello sviluppo di percorsi formativi ad hoc per potenziare le competenze tecnico-scientifiche (30,4%).

Relativamente alla presenza di addetti di sesso femminile nelle strutture Information & Communication Technology (ICT) il 54% ha un titolo universitario e il 40% di queste ha una laurea in discipline STEM, con Ingegneria Informatica e Scienza dell’Informazione in testa. A fronte di una presenza femminile complessiva del 22,6% nelle aree ICT delle aziende del panel, nei casi in cui a guidare la struttura sia una donna la quota aumenta fino a raggiungere il 37,9%, mentre scende al 13,9% quando alla guida c’è un uomo.

Per quanto attiene all’inquadramento aziendale nelle organizzazioni ICT delle imprese interpellate i risultati rivelano una percentuale di donne a livello quadro pari al 49%, laddove il responsabile è una donna, e al 18,1% nei casi in cui a capo della struttura è un uomo. Dello stesso tenore i dati riguardanti la quota di donne dirigenti, che dal 3,5% nelle organizzazioni informatiche guidate da una donna si fermano all’1,4% se il responsabile è un uomo.

I ruoli principalmente ricoperti dalle donne in ambito tecnologico sono quelli di Responsabili di Area (48,6%), Project Manager (45,7%) e Sviluppatori/Programmatori (31,4%). Nelle organizzazioni ICT guidate da una donna, il profilo femminile prevalente è quello di Project Manager. Nei casi in cui è un uomo a dirigere la struttura, le donne sono più spesso impiegate nel ruolo di Sviluppatori / Programmatori.

Mediamente nel 2016 le figure di Project Manager e Sviluppatori/Programmatori saranno ancora le più ricercate nell’ambito delle divisioni ICT.

Dall’indagine emerge, inoltre, un crescente interesse verso l’assunzione di donne con profili adeguati a ricoprire il ruolo di Digital Manager, nelle aziende in cui il responsabile della funzione informatica è un uomo, e di Data Scientist dove invece è una donna a capo della struttura ICT.

In generale i Responsabili dei Sistemi Informativi contattati , in linea con quanto espresso dai colleghi delle risorse umane, sono concordi sul fatto che nei dipartimenti informatici le donne sono sottorappresentate nelle posizioni manageriali e di responsabilità e che le aziende dovrebbero incentivare una loro maggiore presenza.

Tutti i Direttori dei Sistemi Informativi intervistati ritengono che le donne avranno un peso sempre più rilevante nella richiesta di prodotti tecnologici molto personalizzati e dotati di maggiori funzionalità e servizi e che, di conseguenza, l’inserimento di donne all’interno dei team di sviluppo di nuovi prodotti/servizi tecnologici può dare un contributo significativo alla creazione di offerte maggiormente in grado di cogliere e indirizzare le esigenze dell’utenza femminile.

Il superamento degli stereotipi di genere e la scarsa propensione delle donne a seguire percorsi di studio e di carriera dove viene percepito più difficile il loro ingresso e l’ascesa professionale rappresenta, quindi, uno dei maggiori ostacoli sulla strada della parità in ambiti STEM. Una parità che, di fatto, viene invece rilevata quando a parlare sono i giovani in età scolare, pur nelle ancora significative differenze di percorsi formativi e prospettive di lavoro tra maschi e femmine.

A questo riguardo dall’analisi condotta da NetConsulting, su 216 studenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni che frequentano Istituti tecnici/superiori (63,6% degli studenti) e Licei (36,4%), al fine di comprendere la propensione ad intraprendere un percorso di studi universitario e/o una carriera lavorativa nell’ambito delle discipline STEM in futuro, emerge che gli studenti maschi evidenziano un maggiore interesse verso le discipline tecnico-scientifiche a scuola (il 40% è molto interessato) rispetto a quanto espresso dalle studentesse (25,2%). Il 32,7% dei ragazzi dichiara di preferire le materie tecnico-scientifiche contro il 19,1% delle ragazze.

Nella scelta del futuro percorso di studi universitario solo il 10,8% del totale degli intervistati si dichiara ancora indeciso rispetto all’ambito in cui proseguire. Il 58,4% è orientato verso facoltà STEM, mentre il 30,8% intende intraprendere un indirizzo umanistico-sociale (economia, scienze politiche e giurisprudenza in primis). Tra le lauree nelle discipline STEM  Medicina (26,6%) e Biologia (20,1%) risultano ai primi due posti seguiti da ingegneria, mentre Informatica si posiziona al penultimo posto (solo il 6,1% la indica come potenziale scelta).

Le differenze appaiono marcate quando viene condotta un’analisi per genere. Gli studenti maschi infatti sono in generale più orientati verso un percorso di studi STEM, indicando al primo posto delle probabili scelte la laurea in Chimica (29,3%), mentre oltre la metà (53%) delle studentesse è orientata a proseguire studi di tipo umanistico-sociale o, se in ambito STEM, all’interno della facoltà di Medicina (32,2%).

In merito al futuro percorso professionale, il 39,9% ritiene che il settore in cui vi saranno maggiori opportunità professionali sarà quello Tecnologico, seguito da quello Farmaceutico (35,6%) e Chimico (29,8%).

RAI ECONOMIA