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COME È CAMBIATO IL MERCATO DEL LAVORO: DAL POSTO FISSO ALLA FLESSIBILITÀ

18 Giu 16
AVF Staff
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Il lavoro è cambiato e il mito del posto fisso non esiste più in quanto un contratto a tempo indeterminato non garantisce il “posto fisso”. Se il mercato del lavoro diventa flessibile ciò che bisogna rivendicare è un nuovo welfare della flessibilità, ossia, un sistema di tutele basato essenzialmente su politiche attive dal lavoro che facilitino la collocazione e l’occupabilità dei giovani in tutto il loro percorso lavorativo insieme a misure di sostegno al reddito nei periodi di non lavoro. Bisogna in altre parole applicare la flexsecurity, l’unione virtuosa tra flessibilità e sicurezza, intesa quest’ultima come sicurezza sociale (sostegno al reddito nei periodi di non lavoro) e sicurezza occupazionale (trovare lavoro), sulla base di quattro pilastri:

flessibilità contrattuale: contratti a tempo determinato e contratto di somministrazione a tempo determinato dove il tutto avviene attraverso le Agenzia per il lavoro (ex contratto interinale);

life-long learning: formazione continua durante tutto il percorso della vita lavorativa;

politiche attive: strumenti che agevolino le persone da un lavoro ad un altro, come ad esempio i contratti di ricollocazione, introdotte dal Jobs Act, tramite cui l’agenzia del lavoro si prende in carico il disoccupato, con l’obiettivo di sostenerlo nel processo di ricerca attraverso varie attività;

ammortizzatori sociali: sistema di sostegno al reddito e di protezione sociale che non lasci nessuno senza reddito nei periodi di non lavoro, dovuti ad un calo produzione aziendale, al licenziamento, o quando la disoccupazione si allunga oltre la scadenza del sussidio.

 

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