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BIG DATA SCIENTIST, IL LAVORO DA 100MILA EURO L’ANNO (MA QUANTO DURERA’?)

28 Apr 16
AVF Staff
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Quella dei Big data scientist, che negli Stati Uniti arrivano a uno stipendio a sei cifre (da 85mila a 175mila dollari l’anno), risulta la professione emergente del XXI secolo.

Due le ragioni per le quali i Big data scientist raggiungono stipendi così elevati. La prima risiede nel fatto che questi professionisti “traducendo” un’enorme e complessa mole di dati in strategie chiave possono portare un grande valore aggiunto alle aziende attraverso la moltiplicazione delle opportunità di business. L’altra ragione risiede nel fatto che c’è una grande scarsità di professionisti di questo tipo in giro per il mondo.

Pare che a Facebook e Linkedin i data scientist siano pagati più degli ingegneri informatici. Quella del Big data scientist è una figura a competenze plurime: deve saper gestire, acquisire, organizzare ed elaborare dati. Ma anche sapere come e quali informazioni estrarre, nonché essere in grado di comunicare cosa suggeriscono i dati, proponendo innovative e complesse strategie di business.

Anche in Italia c’è grande attenzione ai Big data scientist. A partire per esempio dalle compagnie assicurative che hanno abbondanza di attuari (ovvero di professionisti che determinano l’andamento futuro di variabili demografiche ed economico-finanziarie), ma che adesso iniziano a comprendere di aver bisogno anche di nuove figure professionali, in grado di disegnare strategie sulla base dei “big data” raccolti online.

Quella del data scientist sarà dunque nei prossimi anni tra le figure più ricercate nel mondo del lavoro  e sono sempre più numerose le università che preparano percorsi post-universitari aperti a tutti i curriculum.

McKinsey stima che entro il 2018 ci sarà una domanda di queste figure professionali superiore del 40-60% rispetto all’offerta.

Tuttavia dagli Stati Uniti iniziano a levarsi alcune perplessità. Secondo il capo della sicurezza informatica di ADP l’alta domanda di Data scientist potrebbe infatti presto crollare per la concorrenza dei robot. Con il tempo, i software saranno sempre più in grado di svolgere i lavori oggi appannaggio dei data scientist.  Le nuove generazioni di tools miglioreranno i flussi di lavoro e l’interpretazione algoritmica delle enormi masse di dati raccolti, ma questo processo di automazione tenderà a eliminare gran parte della domanda per i data scientist umani e a spazzare via un bel po’ di potenziali posti di lavoro.

Il Sole 24Ore, aprile 2016