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INNOVAZIONE SOCIALE: ECCO IL RAPPORTO DEL CERIIS

18 Apr 16
AVF Staff
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Il secondo rapporto del CeRIIS sull’innovazione sociale italiana ha analizzato i progetti sociali innovativi e le componenti che li caratterizzano allo scopo di comprendere e descrivere i principali modelli di innovazione sociale utilizzati nel nostro Paese (specificità dei soggetti coinvolti e modalità con le quali interagiscono) come pure di incentivare lo sviluppo degli stessi attraverso il rafforzamento delle condizioni di contesto favorevoli.

L’analisi di tipo qualitativo è stata effettuata mediante l’identificazione di 462 casi  e la raccolta di 56 testimonianze da parte degli attori coinvolti nelle iniziative.

A livello settoriale la maggior parte dei progetti di innovazione sociale presi in esame (la cui caratteristica di base è quella di soddisfare un bisogno collettivo in maniera migliore di quanto fatto in precedenza) risulta concentrarsi sulla sharing economy (19%), l’assistenza (17%) e l’integrazione sociale (16%). Quelli della sharing and pooling economy riguardano per il 34% le piattaforme di condivisione di servizi e per il 23% il crowdfunding e il microcredito, mentre quelli relativi all’assistenza e all’integrazione sociale afferiscono a modelli organizzativi e gestionali per l’inserimento di figure svantaggiate: portatori di handicap (41%), immigrati (4%), sostegno agli anziani (5%), housing sociale (12%).

A livello di tipologia di innovazione non vi è una netta predominanza di una tipologia innovativa rispetto ad un’altra: il 35% dei casi esaminati è caratterizzato da innovazioni tecnologiche di prodotto/servizio offerto o di processo organizzativo e/o decisionale adottato, come pure da innovazioni relazionali basate su diverse modalità interattive o su differenti ruoli assunti dai soggetti coinvolti; il 30% dei progetti esaminati è caratterizzato poi da entrambe le innovazioni.

Per quanto riguarda la sostenibilità economico-finanziaria, ovvero la capacità potenziale dello stesso di generare entrate adeguate almeno alla copertura dei costi secondo un revenue model più o meno strutturato, la maggior parte delle iniziative risulta scarsamente sostenibile (54%). Tuttavia i progetti sostenibili si concentrano per lo più nella fase di scaling segno che innovazioni sociali prive di impatto strutturale difficilmente possono divenire autonome dal punto di vista economico-finanziario.

Infine gli attori protagonisti coinvolti risultano essere le NPO (no-profit organization), sia come attuatori che quali promotori delle iniziative di tutte le tipologie innovative (relazionale, tecnologica, entrambe). Riguardo le singole innovazioni, le imprese rappresentano (dopo le NPO) gli attuatori con maggior peso numerico nel contesto dell’innovazione relazionale (20%), mentre gli attori pubblici costituiscono, dopo le NPO (40%), i principali promotori dell’innovazione sociale tecnologia (39%). I promotori sono quasi sempre dotati di rilevanza istituzionale mentre gli attuatori sono per lo più soggetti privi di tale caratteristica laddove per rilevanza istituzionale dell’attuatore e dei promotori si intende il rilievo dimensionale (nazionale o internazionale) connesso all’identità di un soggetto pubblico o privato.

RAI ECONOMIA

RAPPORTO CERIIS 2016